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I borghi di Casciana Terme

Collemontanino

Sorge alle pendici di un colle dove era la Rocca di Montanino, della quale sono ancora visibili i ruderi. Secondo la leggenda il castello fu sede della Contessa Matilde. Un suo merlo malato – dice la storia – ogni giorno volava ad una sorgente d’acqua fumante e l’acqua gli ridava salute. Dal merlo della Contessa Matilde inizia la storia di Casciana e della sue Terme.

Antico castello di proprietà dei Cadolingi e in seguito degli Upezzinghi, ebbe un’importanza strategica per la posizione che aveva e fu più volte conteso tra Lucca e Pisa.

La strada che collega il paese con il rudere della Rocca attraversa il piccolo borgo de Il Poggio, ancora oggi riconoscibile nelle inalterate caratteristiche di epoca feudale. Lungo il crinale del colle la vista spazia su tutto il territorio delle Colline Pisane.

La chiesa parrocchiale intitolata a San Lorenzo presenta un ambiente spoglio con l’altare in pietra serena e la vasca battesimale con acqua corrente. Lungo la strada per Parlascio si apre una suggestiva discesa di pini e macchia mediterranea in cui è piacevole addentrarsi, denominata “Poggio alla Farnia”.

 

Parlascio

Per un certo periodo si è ritenuto che il borgo fosse stato fondato da Matilde di Canossa. La prima documentazione in cui Parlascio viene citato risale al 1193 e riguarda un contratto di vendita. Il suo nome significa “anfiteatro”, definizione che deriva dalla morfologia del territorio, tale da offrire uno dei panorami più suggestivi della provincia pisana. Ancora oggi si scorgono i ruderi dell’antico castello e nelle mura sono visibili le feritoie per le armi da fuoco. Come le altre località della zona, cadde sotto il dominio dei fiorentini nel 1406. Nel 1444 gli Uppezzinghi, signori del borgo, riedificarono la chiesa intitolata ai Santi Quirico e Giulitta nella forma in cu iancora oggi si mostra. La facciata era, in origine, adornata di bacini ceramici, adesso conservati al Museo di San Matteo a Pisa. Nell’interno affreschi, fra i quali il Volto Santo attribuito a Bartolomeo da Ceppato, i Santi Quirico e Giulitta e un busto della Madonna del Latte. Di fianco alla Chiesa una terrazza offre uno straordinario panorama della Toscana centro occidentale, dalle Alpi Apuane a Volterra e sulle colline della Valdera punteggiate di paesi, case sparse, vigne, borghi, campi coltivati.

Nell’area immediatamente sovrastante la chiesa, ove sorgeva la rocca, dal 1998 è in corso una campagna di scavi archeologici che hanno portato alla luce numerosi reperti etruschi, testimonianze di insediamento che dal VII secolo a.C. si mantenne sino ai tempi dell’avvenuta diffusione della civiltà greca nel mediterraneo e nel mondo asiatico (ellenismo: 323 a. C. – 31 a. C. ). Uno degli obiettivi di maggiore fascino ed interesse scientifico è quello di capire come questo centro, legato alla Pisa Etrusca, presentasse in epoca arcaica, a partire dalla fine del Villanoviano, una ricchezza notevole, testimoniata dai frammenti rinvenuti. Molti di essi appartengono alla cultura pisana, molti sono riferibili ad anfore vinarie etrusche ed orientali, altri a ceramiche di importazione. Oltre a tali ritrovamenti sono emersi vari materiali di periodo medievale, riferibili alla vita del castello, sino agli anni dell’ascesa del dominio fiorentino sull’intero territorio pisano. Alcuni dei reperti sono esposti in vetrine all’interno dello stabilimento termale e presso il Ritrovo del Forestiero.

 

Ceppato

L’antico borgo di Ceppato si arrocca tra Parlascio e Sant’Ermo ed il suo nucleo abitato si caratterizza ancora oggi per la presenza di case – torri dei secoli XIII – XIV, poste i posizione dominante essendo state un tempo utilizzate per l’avvistamento dei combattenti nemici.

Nella parte più settentrionale si apre una piazzetta su sui si affacciano edifici dei secoli XVII – XVIII.

Sicuramente meritevole di una visita è la cappella intitolata a San Rocco, recentemente restaurata ed abbellita con un affresco sulla lunetta del portale, ad opera di Africano Paffi.

 

Sant'Ermo

Il borgo di Sant’Ermo si raccoglie attorno alla Chiesa di Sant’Ermete, attestata già dal 1260 nel catalogo degli edifici religiosi del la diocesi di Lucca; nel 1444 ricevette il fonte battesimale della chiesa di Gello Mattaccino. Nei pressi del borgo è possibile visitare il Santuario della “Madonna dei Monti” , piccolo tempio che mantiene il suo originale impianto; la zona è ricca di ville residenziali già dal secolo XVIII.

A cura di www.santermo.net

 

Gello Mattaccino

Detta anche Gello delle Colline, deve il nome, per sincope, ad Alessandro di Matteo Cini che acquistò la vasta tenuta durante il potere di Cosimo I, a metà del secolo XVI; in una notifica giudiziaria del 1551 la località è riportata con il nome di Gello di Matteo Cini.

La pieve di San Martino in Gello costituì la chiesa più remota della diocesi di Lucca, risalendo la sua documentazione all’anno 764; nel 1260 l’edificio non esisteva più. La zona si presenta di interesse archeologico perché certamente nei dintorni dovevano esistere insediamenti abitativi più antichi. Proprietaria del castello e del mulino, nella prima metà del secolo XIX, era la famiglia pisana dei Rosselmini; ancora oggi il castello si erge con la sua imponenza sull’ampia e verde vallata del fiume Fine, meritandosi il titolo di rocca residenziale fra le più mirabili della provincia.

 

San Martino in colle

Il piccolo nucleo, formato da alcuni casolari colonici, sorge a sud-est di Casciana e custodisce tra i propri ulivi, a destra della strada che sala al Colle Montanino, la chiesetta di San Martino, ottimo esempio di monumento romanico; in buono stato si sono conservati l’abside, i piedritti del portale e le mura mentre l’interno è abbandonato alla rovina.

 

Mappe del territorio

Mappa pag.1 (15 Mb)

Mappa pag.2 (11 Mb)